I Buffet triestini hanno più di cento anni e rappresentano una tappa fissa nella vita quotidiana in città. Il loro nome deriva da un particolare mobile a credenza con ripiani, atto ad esporre i cibi, le bevande, i piatti e gli accessori per i banchetti, ideato da Pierre Buffet, cuoco al seguito del re di Francia Francesco I, agli inizi del ‘500. La denominazione “Buffet”, a Trieste, è stata introdotta nell’800 per designare un particolare tipo di luoghi di ristoro in cui i commensali consumavano brevi e veloci pasti, per lo più in piedi e durante le pause lavorative. In fondo, il mondo veloce del fast food, tanto in voga nella routine della moderna alimentazione, altro non è che la rivisitazione di una vecchia usanza che qui a Trieste non abbiamo mai accantonato. Il più famoso e frequentato, situato in pieno centro, recensito dalle principali guide gastronomiche e citato anche dalla stampa internazionale, ha iniziato la sua attività nel 1897. Buffet Pepi è il suo nome ufficiale, ma a Trieste viene chiamato “Pepi s’ciavo” perché fondato dallo sloveno Pepi Klajnsc. Inizialmente ubicato in Piazza della Borsa, dal 1903 si è trasferito in Via Cassa di Risparmio dove si trova ancor oggi. (…)
Giuliano Relja – Delegato A.I.C. Delegazione di Trieste; Mara Rondi – Centro Studi A.I.C. Delegazione di Trieste
Tratto da Fuocolento di gennaio, in uscita in tutte le edicole del Friuli Venezia Giulia sabato 14 gennaio 2012









