Numero 02
FEBBRAIO 2010
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Il personaggio
Una “chicca” d’azienda
Piera Martellozzo: personalità e amore per il gusto
Rossana Bettini
Piera è arrivata dopo le due biondissime e graziose gemelle, e papà Mario Martellozzo avrà pensato “Eh no! Passino le prime due, ma anche la terza femmina!” E fu così che Piera, la corta zazzera ribelle, venne cresciuta come un ragazzo e visse la sua infanzia da maschiaccio di campagna: più indomita del suo cavallo (montato rigorosamente a pelo), più ribelle delle mule, si arrampicava e poi tuffava dentro le altissime vasche, per aiutare i braccianti a ripulirle, dopo l’imbottigliamento. Scapicollava con la sua bicicletta infilandosi fra i rovi e, insomma, tutto era, tranne una ragazzina composta. Difficile distinguere in questa giovane donna elegante, persino un po’ algida, l’adolescente scamiciata di un di’. Piuttosto, in fondo agli occhi, sembra di scorgere qualche dispiacere di troppo, ma seguiamo insieme il percorso di questa signora contegnosa, le cui labbra si aprono al sorriso più largo solo quando parla di suo figlio Massimiliano <>. Dove quell’aggettivo “mio” non lascia spazio a dubbi. <> Ma la guida dell’azienda Martellozzo è Piera, donna sensibile, riservata, dall’incedere aristocratico che lei minimizza <>. Accorta imprenditrice, fine degustatrice di ottimi vini, ha tracciato un profilo sostanzialmente nuovo nel panorama enologico nazionale: quello della “selezionatrice” di uve. Da bambina, mentre le gemelle ricamavano o pettinavano le Barbie, Piera si arrampicava nella jeep del papà Mario, e insieme giravano il Veneto e il Friuli a caccia dei migliori campioni di uve con il più favorevole rapporto prezzo-qualità. Da allora Piera è diventata esperta nell’arte del selezionare e, in produzione, si avvale sempre del super enologo Gianpietro Poveglian, già presente in azienda all’epoca in cui la Martellozzo si trovava in terra veneta, presso Campo San Piero. Del resto il curriculum vitae del bel “dio Pove”, come l’enologo è stato ribattezzato in Brasile, dove i vini di Piera Martellozzo stanno spopolando anche nel canale Horeca, parla chiaro: diploma dell’82 alla Scuola Enologica di Conegliano, studi di sociologia all’università di Trento, primo enologo alla Colli del Soligo nell’83, quindi capo enologo a La Gioiosa, e dall’86 alla Piera Martellozzo s.p.a. quale responsabile di cantina e ricercatore di “means sensoriali” esplicativi del nuovo modo di bere. <> Oggi Gianpietro è affiancato da un altro valido enotecnico, Damiano Canali, col quale l’affiatamento è pari solo al divertimento di creare insieme ottime cuvée. Anche il giovane Damiano, agrotecnico e laureato in scienze e tecnologie alimentari all’Università di Udine, si è rivelato prezioso per l’azienda Martellozzo. Un’azienda vinicola che è sempre stata familiare: avviata inizialmente dai fratelli Mario e Paolo, ha progredito fino alla liquidazione di quest’ultimo da parte di Mario e non senza rammarico, in quanto Mario vedeva nel nipote Davide (unico maschio della famiglia…) il concretizzarsi del più roseo futuro aziendale. Un futuro che, invece, è stato segnato felicemente dall’ingresso di Piera in azienda. Insofferente allo status imposto dalla famiglia per anni, Piera aveva cominciato a comperare qualche abito elegante, aveva fatto crescere i capelli, rivendicando una femminilità fino ad allora in parte negata, e forse per questo (la mentalità di paese, neanche oggi, è apertissima nei confronti dell’emancipazione femminile, figuriamoci una ventina d’anni fa) il suo primo ruolo nell’azienda di famiglia fu quello…della centralinista. D’allora, una carriera non facile, conquistando sul campo ogni piccolo passo avanti, con fatica e lavorando più degli altri e fino a ore inenarrabili. Dal centralino alle bolle, dalle bolle alle consegne, dalle consegne alle vendite, senza mai trascurare i conti, per onorare quel diploma di ragioneria praticamente impostole dal padre che le aveva invece negato la possibilità di diplomarsi all’istituto per geometri e poi conseguire il diploma di laurea in architettura e specializzarsi in geologia. Anche se francamente riesce assai più facile parlare di Piera Martellozzo come imprenditrice di successo, piuttosto che come geologa mancata, infatti nel 2008, dopo la riorganizzazione dell’azienda e dopo lo spostamento di questa da Camposampiero a San Quirino, in seguito all’importante acquisizione di una grossa impresa ormai decaduta, l’azienda Martellozzo ha prodotto 8 milioni di bottiglie, per un fatturato complessivo di 15.500.000 euro, mentre per l’anno 2009, avendo coraggiosamente rinunciato ad alcuni mercati che si sono rivelati non strategici, le previsioni di produzione sono pari a 7 milioni e 6 centomila bottiglie, pari a un budget di 16.000.000 di euro. Ma tali successi, per essere consolidati, hanno bisogno del supporto di una comunicazione corretta, e Piera ha quindi pensato di iniziare a comunicare la Piera Martellozzo, selezionatrice di uve e produttrice di grandi charmat. Per il raggiungimento di questi obiettivi si è rivolta a una agenzia pubblicitaria di successo, la REM, di concerto alla quale ha deciso di testimoniare personalmente l’eccellenza qualitativa della linea Terre Magre, incarnandone l’immagine aziendale. Ecco dunque il dépliant, le foto dell’ottimo sito, lo splendido stand al Vinitaly dove una gigantografia mostra Piera intenta a osservare una manciata di sassolini, per esaminare il terreno sul quale cresceranno le viti migliori, dalle quali Piera selezionerà le uve più belle. Ed ecco, infine, Piera indossare il grembiule rosa magenta e ricoprire il ruolo inedito di “sommeliera”, servendo gli spumanti Ribolla gialla e Raboso Rosato, nonché Traminer e Refosco Terre Magre, durante la serata dei “Quochi di Quore” tenutasi lunedì 20 a Trieste presso la Expomittelschool. Una cena ripresa da tutte le emittenti televisive italiane, incuriosite dal fatto che personaggi come Sergio Balbinot delle Generali, Giovanni da Pozzo della Camera di Commercio di Udine, i presidenti di Regione Renzo Tondo e Giancarlo Galan, l’attore Sebastiano Somma, l’imprenditore Riccardo Illy e la stessa Piera Martellozzo, diventassero per una sera cuochi e camerieri in nome della beneficenza, per realizzare un ambulatorio per malati depressi cronici. Piera Martellozzo s.p.a. Via Pordenone, 33 33080 San Quirino – Pn Tel-0434.963100 Fax-0434.963115 welcome@martellozzo.com
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