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Assoenologi del Friuli Venezia Giulia
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77° Fiera dei Vini di Buttrio 2009
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280 degustatori hanno giudicato 645 vini regionali
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Rodolfo Rizzi
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In questi giorni, nella splendida cornice di “Villa di Toppo Florio”, si sono svolte le degustazioni dei vini presentati alla 77° Fiera Regionale dei Vini di Buttrio.
Questa importante manifestazione vede, da molti anni, al tavolo di regia l’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Tiziano Venturini e la Pro Loco Buri, presieduta da Valter Pezzarini.
La “Fiera dei Vini” di Buttrio si apre in un periodo difficile per l’intero comparto vitivinicolo dove, accanto ad una reale contrazione economica, ci si deve confrontare con un costante ed inesorabile calo dei consumi.
Siamo infatti passati dai lontani 140 litri pro capite degli anni 70 agli attuali 45 litri con una previsione futura, nei prossimi dieci anni (fonte Assoenologi), di un consumo di 25 litri di vino a persona.
Questi scenari ci inducono ad investire sempre più sulla promozione del vino e le manifestazioni, come quella di Buttrio, vanno supportate e potenziate per farne uscire un immagine rafforzata del vino regionale.
Le selezioni dei vini presentati a Buttrio sono iniziate, quest’anno, a conclusione dell’importante manifestazione internazionale di Vinitaly, tenutasi a Verona nei primi giorni di aprile.
I numerosi produttori friulani, presenti al Vinitaly, hanno potuto constatare di persona quali siano le nuove tendenze di mercato ed elaborare, una volta ritornati in azienda, le richieste di una clientela sempre più attenta ed esigente.
Ecco allora che la qualità dei vini e la richiesta di bianchi del territorio (autoctoni), argomenti tanto ricercati a Verona e da sempre baluardo della nostra enologia regionale, si sono materializzati nei vini presentati alla 77° Fiera dei Vini di Buttrio e dai risultati ottenuti possiamo ricavare delle considerazioni sull’andamento qualitativo e sulle tendenze di mercato.
Da una prima analisi notiamo che i vini bianchi presentati sono in netta supremazia rispetto ai vini rossi questo a ribadire, se ce ne fosse ancora bisogno, l’alta vocazione “bianchista” della nostra Regione confermando, inoltre, un alta qualità dei bianchi presentati.
Proseguendo l’analisi dei dati vediamo come, le varietà autoctone, mantengano un’alta visibilità grazie ad un mercato a loro molto favorevole.
Tra queste spicca, in modo predominante, il Friulano che, “grazie” a queste sue traversie d’identità, sta ottenendo dei grandissimi successi d’immagine non solo nei mercati Italiani ma anche esteri.
Una leggera flessione di presenza la notiamo tra i vitigni Internazionali che da anni, cedono leggermente il posto agli autoctoni.
Altro segmento molto importante sono i vini spumanti che hanno fatto registrare un considerevole aumento di presenze.
Questo incremento rispecchia fedelmente la tendenza di mercato del vino “Bollicine” che, forte di queste sue caratteristiche di freschezza e piacevolezza, è un vino che si colloca benissimo a qualsiasi esigenza di consumo.
Tra i vini spumanti, la Ribolla Gialla, è stata sicuramente la più apprezzata sia per la novità che per l’eleganza.
La grande presenza di vini spumanti è sicuramente influenzata anche dall’ultima D.O.C. regionale del Prosecco, vino molto ambito su tutti i mercati nazionali e internazionali.
L’utilizzo di un’adeguata sala di degustazione ci ha permesso di svolgere, con estrema tranquillità, il delicato lavoro di selezione dei vini presentati al concorso enologico Regionale.
Le sessioni d’analisi sensoriale si sono svolte in quattro giornate coinvolgendo complessivamente 280 degustatori i quali, degustando in forma rigorosamente anonima e utilizzando la scheda dell’ Union Internazionale des Oenologues, hanno giudicato i 645 vini presentati dalle 185 aziende partecipanti.
La soglia d’ingresso, al banco d’assaggio, era stata fissata come da regolamento a 80/100.
I degustatori impegnati, sotto l’attenta regia del Vice Presidente Alessandro Dal Zovo (direttore tecnico Tenuta di Angoris), sono approdati a questo importante appuntamento con la massima professionalità e competenza.
Le Commissioni di degustazione erano formate per la maggioranza da Enologi e Enotecnici, associati all’Assoenologi Regionale, mentre i restanti degustatori, di provata capacità, appartenevano all’O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino) e all’A.I.S. (Associazione Italiana Sommeliers).
Da quanto sopra riportato, possiamo notare, come i produttori siano alla costante ricerca di motivazioni produttive per emergere in un mercato che si evolve rapidamente.
Dove la richiesta, da parte del consumatore, di vini “Leggeri ma non banali” sta impegnando i produttori nella costante ricerca di produzioni gradite al palato ma comunque importanti.
Questo lavoro è condotto giornalmente da agronomi ed enologi i quali riescono a trasformare e commercializzare un prodotto sempre più all’altezza delle sfide di questo “selettivo” mercato, facendo tesoro del passato e mantenendo i valori e la cultura del nostro territorio.
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