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4 ottobre 2009 |
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GRAN NOE |
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AL GRAN NOE' 2009
HA VINTO IL FRIULANO
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Gran Noè, si riparte dal Friulano.
Questo il senso – sul quale il mondo del vino del Friuli Venezia Giulia sembra aver ritrovato entusiasmo e compattezza – della manifestazione che a Gradisca d'Isonzo, sabato 4 e domenica 5 luglio, ha rilanciato un nome storico, quello del Gran Noè. La prima edizione del Noè è infatti datata 1965, ovvero quando in Friuli un solo Consorzio, quello del Collio, iniziava a muovere i primi passi; dieci – quindici anni prima di quel “rinascimento del vino Friulano„ che ha portato i grandi bianchi (ma non solo...) del vigneto Friuli all'attenzione dei wine lovers di tutto il mondo.
Non da tutto il mondo, ma da tutto il Friuli sono arrivati a Gradisca sabato pomeriggio, per la cerimonia di apertura delle degustazioni e per la premiazione del “Miglior Friulano„.L'atmosfera, nel, Nuovo Teatro Comunale di Gradisca, era quella delle grandi occasioni. Quasi una seconda inaugurazione,dopo quella del 21 aprile scorso, con protagonista Giovanni Allevi. Un teatro ribattezzato per l'occasione (ma solo per un week end, non temano i gradiscani!) “Teatro del San Daniele„. Il perché del nome si è capito all'aprirsi del sipario: sul palco, a rappresentare la forza di due prodotti simbolo dell'agroalimentare regionale – il vino Friulano e il Prosciutto di San Daniele – una trionfale rastrelliera con un centinaio di cosce stagionate, uno spettacolo andato in scena grazie alla collaborazione del Consorzio presieduto da Alberto Morgante.
La conduttrice televisiva Franca Rizzi ha chiamato sul palco il sindaco di Gradisca d'Isonzo, Franco Tommasini, che ha fatto gli onori di casa. Dopo la presentazione del regolamento del Gran Noè 2009, Stefano Pressi di Banca Popolare Friuladria – Credìt Agricole ha portato il saluto di quello che è un partner ormai abituale per i grandi eventi dell'enogastronomia del Friuli Venezia Giulia.
E' quindi salito sul palco il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Luca Ciriani, che ha ringraziato gli organizzatori: l'Agenzia Regionale Turismo FVG, con funzioni di regia, che ha avuto la collaborazione di due vere “colonne”: l'Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia (che a Gradisca gestisce l'enoteca regionale La Serenissima) e Slow Food FVG, il cui presidente Renato Tedesco, gradiscano, si è impegnato con caparbietà per il rilancio del Noè.
"Siamo orgogliosi dell'accostamento tra Friulano e prosciutto di San Daniele - ha poi commentato Ciriani - perché i nostri prodotti sono simbolo di cultura, di qualità e di eccellenza. Accantonate le polemiche legate al nome Tocai-Friulano, dopo il battesimo del Vinitaly dobbiamo solo pensare a promuovere il Friulano nel mondo attraverso la valorizzazione delle nostre produzioni. Il Friulano – ha aggiunto - può e deve essere il biglietto da visita del Friuli Venezia Giulia".
La conduttrice ha quindi chiamato sul palco, uno alla |
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volta, i produttori dei 15 “top wines” (Friulano in purezza o presenti almeno al 50 per cento in cuvée con altri vini) selezionati in base ai punteggi delle principali guide regionali e nazionali e successivamente affidati per la degustazione ed il giudizio finale a dieci commissioni costituite da AIS e Slow Food in diverse regioni italiane, dal Veneto alla Campania.
E' toccato al responsabile della promozione agroalimentare di Turismo FVG, Michelangelo Boem, il compito di svelare il nome del vincitore.“Il Comitato organizzatore – ha precisato Boem, dando lettura del verbale di premiazione – ha preso atto con soddisfazione dell'elevato punteggio raggiunto da tutti e quindici i campioni, a testimonianza di un livello qualitativo notevole che premia non solo i singoli produttori ma anche il territorio del quale sono espressione. In considerazione di ciò, si è deliberato di rendere noto solo il primo classificato; tutti gli altri vengono considerati secondi a pari merito”.
“The winner is..:Friulano...”: un attimo di suspence, per il pubblico ma soprattutto per i “magnifici 15” allineati sul palco. “Collio...ed infine il nome, l'applauso e l'abbraccio dei colleghi al produttore del Miglior Friulano: Edi Keber, da Zegla di Cormòns. A lui, il vicepresidente Ciriani consegna la storica statuetta del Gran Noè gradiscano.
Emozionatissimo, Edi ringrazia e fa un annuncio che per chi lo conosce non è una sorpresa: “dalla vendemmia 2008, non più due bianchi – Collio Bianco e Friulano – ma uno solo, si chiamerà Collio”. Senza neppure l'aggiunta “Bianco”, che nel nuovo disciplinare è facoltativa – spiegherà poi Edi; perché vogliamo esasperare l'importanza del territorio. E il Friulano? “Nell'unico bianco che io e mio figlio Cristian oggi produciamo – chiarisce – il Friulano rappresenta il 70 per cento. La nostra scelta è coerente con quella fatta vent'anni fa (nel 1987) quando fummo i primi a decidere di fare due soli bianchi, il Collio Bianco e l'allora Tocai Friulano”; ed è una scelta che avremmo fatto comunque, a prescindere dal nome”.
Dopo la cerimonia, autorità e pubblico – nella più autentica tradizione del Noè – vanno a inaugurare i banchi d'assaggio, nelle tre “location” legate da sempre al Noè: il Teatro Comunale, la Sala Bergomas e l'enoteca. Davanti a un calice di Friulano (la carta ne propone in degustazione quasi 120) si pensa già al Gran Noè del 2010. Per quello del 2009, il commento più bello rimane quello fatto sul palco, davanti al microfono di Franca Rizzi, da uno dei 15 “Top”, da uno dei quindici premiati: “sul palco non dovremmo esserci solo noi, ma tutti i 120 produttori invitati al Noè, e non solo loro”. E' giusto. Ha vinto Edi Keber. Ma hanno vinto tutti. Ha vinto il Friulano.
Bepi Pucciarelli
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